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martedì, 05 febbraio 2008

Raccordo.

Più di una persona mi ha rimproverato di non aggiornare da tempo il blog, e contemporaneamente mi ha pregato di farlo. A tutti questi: scusate, e grazie.
Il fatto è che ho avuto tanti smozzichi di idee, ma poca fantasia, o poco tempo, o poca voglia.
Questa creatura, che alla fine hanno finito per leggere più persone di quante me ne aspettassi, non sempre si mostra cosa sensata. A che pro scrivere, in effetti? Non l'ho capito a suo tempo, non lo capisco ora. Ma la fantasia un poco è tornata, le idee magari pure, e poi ci si mettono le amichevoli pressioni.
Proverò (e tanto so che non ne sarò capace) a recuperare il tempo e gli argomenti perduti. Potrei parlare di nuovo del mitico dottor Cruciani, che è diventato la fonte maggiore di visite a questo mio blog, ed è stato un po' l'unico segno di vita in questo periodo d'assenza, con i vari commenti di visitatori occasionali.
Potrei parlare di qualche film, o del mio nuovo amore musicale.
Potrei parlare di vegetarianesimo, delle tante più o meno inconsapevoli ipocrisie che ci ritroviamo (anzi, a questo punto, che vi ritrovate) nel piatto, ma tanto chi mi ascolterebbe (eh, Silvia!)?
Avrò modo di scrivere, questo penso di sì.
Per ora, ripeto: scusatemi, e grazie.
E se potete, lasciate qualche commento per far vedere che ancora qualcuno mi legge (a 'sto punto, speriamo che qualche commento ci esca davvero, sennò sai che tristezza, asd).
E tanto per non sfigurare, una Perla a casaccio: Animal, tratta dal concerto al Parkbuehne Wuhlheide di Berlino, 23.IX.2006.

postato da: Solarithan alle ore 00:57 | link | commenti
categorie: perle
giovedì, 11 ottobre 2007

Per un giorno un titolo nuovo.

Cambio idealmente il titolo di questo spazio dagli intenti floreali e musicali, per un giorno.

Girasoli gialli e marmellata di Perle.

Grazie dei fiori, e dello spunto, adesso come allora.

Wash, da Live at The Gorge, 22 luglio 2006.

postato da: Solarithan alle ore 19:37 | link | commenti
categorie: perle
mercoledì, 03 ottobre 2007

Davanzale che va, davanzale che viene...



Scuoto il placido letargo di questo blog dopo un bel tot.
Ci sarebbero state varie occasioni (che non escludo di ricreare per continuare a scrivere) che ho bellamente ignorato. L'ispirazione va e viene, con una netta prevalenza della prima opzione. Proviamo a ricominciare.

Il concetto: è stata una fine estate piuttosto traumatica per il mio davanzale. Niente di sorprendente, se considero che l'estate stessa sia stata piuttosto mediocre e foriera di difficoltà per così dire (e non senza una punta di pretenziosità) botaniche.
Gerani, basilico, peperoncini, piante grasse, bonsai, poco successo e tanta delusa tristezza.
Partiamo dai primi: in principio c'era il grande geranio bianco, il medio geranio rosso e il prorompente secondo geranio rosso dalle foglie variegate di nero, venuto fuori da una talea presa in campagna da mio nonno a Roccagorga, l'anno scorso. Già dalla primavera i fiori venivano fuori copiosi e i rami gettavano foglie a non finire, tanto che spesso ricorrevo a ritocchi con le forbici per regolarne le forme e favorire le infiorescenze. In particolare il geranio rocchigiano splendeva di grappoli di fiori rosso acceso (fino a tredici, mica pizza e fichi) che mi catturavano lo sguardo quando questo provava ad avventurarsi oltre il limite della finestra della mia stanza. Con il procedere dell'estate, però, il triste declino: i maledetti bruchi delle farfalline notturne hanno cominciato ad insinuarsi all'interno dei rami, scavando gallerie nere e tirando fuori palline secche dalla non ben chiara natura. I tronchetti finivano per marcire, o al contrario per seccare, e la pianta in generale diventava sempre più brulla. Ho provato a rimuovere i bruchi, quando possibile, buttandoli nel giardino di sotto ( ), a potare i rami per evitare che il marciume si propagasse e cose così; adesso il geranio rosso è morto e sepolto, quello bianco è solo una pallida ombra miserevole di quello che era un tempo e quello rosso dalle foglie variegate sembra la talea che era un anno fa, solo più brutta. E si spera che il freddo incombente dia ai miei gerani un po' di tregua.
Il basilico: avevo impiantato all'inizio della stagione delle pianticelle di basilico greco, quello  con le foglie piccoline e con un profumo particolare. Era cresciuto, ne usavo in quantità, fino a quando gli afidi hanno pensato che fosse il loro, non il mio davanzale, e si sono messi a pasteggiarne a piene mani. Alla fine, ho dovuto estirpare gli zeppetti che una volta erano pianta e le ho sostituite con del basilico normale. Questo, però, non è mai veramente decollato, e adesso pure lui sta raggiungendo la condizione di zeppetto, vuoi per le moschette bianche che lo infestano (prima più di adesso), vuoi perché si avvia alla stasi stagionale.
Vi ricordate questo post? Bene, ecco il seguito: del peperoncino ciliegia non è uscito nulla, della babbuccia uscita male sì. Solo che ho fatto la cretinata di tenere le plantule germinate in una zone forse troppo soleggiata, tanto che venivano su stentate e bruttine. Alla fine, resomene conto, le ho trasferite sull'altro mio davanzale: hanno ricominciato a crescere come si deve, ma troppo tardi. Ho ottenuto così quattro piante non troppo fruttifere (tranne una) e altre tre completamente spoglie di frutti. Piante alte, fiere, che facevano ombra dalla finestra, ma tanto scarsine. Ho provato ad aspettare per tutto settembre, ma alla fine i fiori che tiravano fuori seccavano prima di diventare frutto, così ho raccolto i peperoncini rimasti, e ho tolto le piante. Un raccolto misero rispetto a quello dell'anno passato; confido nei progetti che ho per quello venturo, e di cui a tempo debito parlerò.
Storia leggermente diversa per le piante grasse. A parte quelle "storiche" di massimo un paio di anni (banali giovani crassule a cui sono però affezionato, di cui una è figlia di talea di quella della mia Principessa, pianta simile a questa), ho aggiunto qualche altra pianticina presa in giro per quei mercatini estivi per cui impazzisco, soprattutto a Sabaudia. Tre crassule (sul genere di questa e questa, solo più bruttine), un'altra che mi è morta che non ricordo come si chiama, un'euforbia obesa presa mezza malata e che è guarita benebene, una cactacea di cui cercherò il nome e poi lo scriverò editando, altre talee di madre Principesca e tre lithops di specie diverse rimediati recentemente. La cosa più bella, però, è stato l'ottenere piantine grasse seminandole. Mi sono procurato precisamente queste sementi e ho seguito consigli vari, tra cui questi. Ho ottenuto alla fine un mucchietto di minuscoli cactus di cui mi dispiace non poter pubblicare foto, che crescono piano piano e prima o poi diventeranno grandi. Ah, infine per il mio compleanno due cari amici (Sara e il Fuffolo) mi hanno regalato una coppia di cactus, questi belli grandi.
Da una buona soddisfazione a una vera tragedia: il bonsai.
Un bonsai di acero rosso giapponese, un bellissimo bonsai, un regalo importante da parte di una persona importantissima. Lo tengo dall'estate dell'anno scorso, questa estate comincia a soffrire, e non mi spiego il perché. Inizialmente, le foglie cominciano a seccare, vado dal vivaista e mi dice che è perché sta al sole. E io gli dico che per rendergli rosse le foglie, deve stare al sole. E lui, e vabbé, è così, anche i miei li ho dovuti portare dentro. Lo metto dentro, taglio le foglie secondo manuali internettiani e secondo le parole del vivaista, per farle ricrescere e per rendere più armoniosa la forma dell'alberello. Le nuove gemme sono poche e stentate, finiranno per seccare anch'esse. Mi decido ad andare da un altro vivaista, che si studia il bonsai e, disilluso, ci mette poco a tirare le somme: asfissia radicale. Un po' per il vaso stretto, un po' per il mio innaffiare (leggero, ma comunque troppo) il bonsai dall'alto (dovevo solamente spruzzarlo e/o immergerlo), il panetto di terra invece di essere soffice e areato è diventato, appunto, un panetto. Ho provato a rinvasarlo: se tutto va bene e se l'ho preso in tempo, la prossima primavera dovrebbe tirare fuori nuovi getti. Speriamo.
E adesso, dopo il davanzale che va, il davanzale che viene.

Continuerò a scrivere, adesso devo andare, again. Stéi tiùnd.

postato da: Solarithan alle ore 13:15 | link | commenti (2)
categorie: natura, perle, agricoltura, davanzale
venerdì, 18 maggio 2007

Da seme a virgulto, da radice a stelo.

Qualche mese fa ho piantato in un vaso dei bulbini bianchi di Muscari Armeniacum.
Sono cresciuti, hanno fatto fiori improfumandomi il davanzale; poi ci hanno messo lo zampettino gli insetti, impollinando da fiore a fiore; sono usciti i fruttini, simili più o meno a scatolette verdechiaro con quattro lati concavi. Col passare dei giorni, gli steli coi frutti seccavano, e seccavano, e seccavano, fino a che le scatolette verdechiaro sono diventati aridi contenitori traslucidi a mostrare minuscole palline nere. Prima dell'infine, le scatolette si sono aperte, e al momento dell'infine sono arrivato io a sgranare quei piccoli chicchi scuri. Li sto tenendo in un contenitore delle sorprese dell'ovetto kinder. Li seminerò, così (come confermatomi dall'esperto Paolo delle caprette tibetane, che ringrazio anche qui) tra due anni avrò fiori di nuova generazione. L'anno prossimo mi accontenterò di fiori venuti fuori dagli stessi bulbi di quest'anno, che tra un po' tirerò fuori dalla terra e conserverò con cura.
Ecco i miei Armeniacum nel loro giovane splendore, come potevate già aver visto piuggiù.
Passando per tutt'altri motivi al Lidl, mi è capitato di trovare in vendita dei rizomi di Kniphofia Tritoma.
Simili agli Armeniacum, almeno a prima vista, come struttura, hanno dei colori autunnali e una fioritura tardoestiva. Mi è parso di capire che forse sono di dimensioni maggiori, ma vabbé, ci adattiamo, dài.
Armeniacum a primavera, Kniphofie in autunno. Chissà come andrà...

Perla parzialmente in tema, e al cui testo ho spudoratamente fregato il titolo del post: Cropduster, dal concerto alla Sports Arena a Toledo, Ohio, del concerto del Vote for Change Tour del 2 ottobre 2004.
Buon ascolto, e grazie dell'attenzione.

postato da: Solarithan alle ore 01:17 | link | commenti
categorie: natura, perle, gatti, magia, video, pearl jam, davanzale
lunedì, 14 maggio 2007

Le rose fioriscono di nuovo.


È passato un anno da quando Mya se n'è andata.
La rosa sulla sua piccola tomba è di nuovo in fiore, è il mese giusto. Del resto, gli abbinamenti Mya - rose - color lilla delicato - tepore del clima sono pienamente azzeccati. L'unica cosa è che dei coleotteri verdognoli si infilano nei boccioli - profumatissimi - per farsi delle scorpacciate di dolcezza, ma via! anche loro devono campare. E sono contento che la mia gattina bianca e nera, dall'unico pois perfetto e dagli occhioni verde tartaruga, contribuisca a far proseguire la vita del mondo che la vide protagonista nella sua vita e in quella di almeno altre due persone.
Un anno è passato, il dolore si smorza, la mancanza concreta si trasforma in una sorta di nostalgia spirituale. Mya è diventato Mito.

La Perla che propongo è Man of the hour, che fa parte della colonna sonora di Big fish di Burton. Nature has its own religion, Gospel from the Land. Mya è the Cat of the hour, and this is just a goodbye for now.
Testo qui. Il brano è tratto da una serata allo Shoreline Amphitheater, Mountain View, California, il 21 ottobre 2006.

postato da: Solarithan alle ore 12:57 | link | commenti (2)
categorie: natura, poesia, perle, amori, gatti, mya
domenica, 13 maggio 2007

Il caro amico, o Della scommessa persa.


Voi non conoscete di persona Bava Beccaris. Io sì. Forse non lo conoscete neanche blogghicamente, e in tal caso dovreste rimediare, è un poeta particolare.
È un mio carissimo amico, per tutta una serie di ragioni. Legato ad un'altra persona importante importante della mia vita (alle elementari mi insegnarono che i superlativi assoluti si possono fare anche raddoppiando gli aggettivi). È una persona simpatica, intelligente, colta, interessante; ha una proprietà di linguaggio e lessicale notevole, cosa che sovente provoca degli scrosci di ilare presa per il culo sul suo capo.
Sa dare consigli senza imporli; sa far ridere; sa dirti che stai facendo una cosa sbagliata. Tutte cose importantissime, e che necessitano di una bella personalità sotto. È un mio amico e gli voglio bene.

"Tutta 'sta sviolinata perché?" direte voi... Perché abbiamo fatto una scommessa, e io ho perso. Qualche sera fa, divagavamo come spesso accade su massimi, minimi e medi sistemi. Non so come è venuto fuori l'argomento terremoti, e abbiamo iniziato a contenderci la palma della ragione e del torto sulla qualità e le caratteristiche delle diverse scale di misurazione dei fenomeni sismici. Io, complici ricordi nebulosi e una tabella eccessivamente semplificata di un testo di ecologia, avevo torto; lui, complice un recente (?) esame di geografia, beh, fate voi...

La palma del torto così delicatamente postami sulla capa consistette nel dover scrivere un post come questo sul mio blog. E, per dimostrare che sono sincero, ho deciso di scegliere una Perla ad hoc - e Beccaccio, se non ci credi, puoi vederne confermata l'importanza chiedendo alla Principessa: Leatherman. Testo qui.

[E se non l'avessi notato, Becca', son tre mesi che non posto Perle...]

postato da: Solarithan alle ore 11:05 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, perle
domenica, 25 febbraio 2007

Noi siamo troppo avanti.



Può capitare che si pensi che Latina sia una città fascistoide, un tantino ignorantella sotto un'apparenza di fighettaggine sparsa qui e lì, oppure che la gente preferisca apparire più di quello che possa permettersi. Chessò, una bella macchinetta e niente in tasca. Si diceva pure che questa fosse (non  so se lo sia ancora) la città più protestata d'Italia, bancariamente  parlando.
Però c'è sicuramente un settore  in cui  mi sembra che eccelliamo: sto parlando dell'accoglienza e delle dinamiche d'integrazione degli immigrati. Ce n'è di tutti i tipi, polacchi, rumeni, ucraini, marocchini, immigrati, insomma. E vogliamo loro tanto bene.
L'ho capito sfogliando un giornale locale a distribuzione gratuita, il Latinaflash - Periodico di Latina e borghi.
L'articolo, che, devo dire, si distingue per spessore grammaticale-sintattico, si intitola

NASCE ORIZZONTI:UN PONTE
TRA ITALIA E UCRAINA

Il 10 dicembre scorso si è svolta alla presenza del Sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, la cerimonia d'inaugurazione dell'associazione culturale Italio-Ucraina, "ORIZZONTI".

"Wow!", penso, e vado avanti. Dopo i dettagli della serata, trascorsa, tra le altre cose, tra "balli e musiche folkloristiche ucraine, e dolci tipici realizzati dalle signore dell'associazione", si legge

L'Associazione "ORIZZONTI" nasce nel marzo 2006 [...] persegue lo scopo di mantenere un legame ed una tradizione tra gli immigrati ucraini e la loro terra d'origine."

Gran bella cosa questa, soprattutto se si tiene conto della condizione sociale ambigua in cui si trovano le persone emigrate: non più membri del loro paese, non ancora (e forse mai) parte effettiva del paese d'accoglienza (concetto molto ben espresso da Abdelmalek Sayad ne La doppia assenza, Raffaello Cortina Editore). In che modo, quindi, l'associazione "ORIZZONTI" può far da ponte tra 'sti due paesi? Leggiamo ancora.

L'Associazione si propone di realizzare diverse iniziative [...] tra cui un servizio di informazione e orientamento per i cittadini stranieri che fornirà informazioni sui temi normativi, sui diritti, sui servizi del Comune e sull'inserimento lavorativo [... e per i datori di lavoro informazioni su] flussi migratori e aggiornamenti sulle nuove procedure di assunzioni di stranieri".

Interessante. Utile. Si va avanti parlando di consulenze su materie legali e burocratiche e poi, e poi ciò che mi fa dire che gli vogliamo proprio bene a 'sti ucraini, anzi ucraine. Ecco quello che ho letto.

Saranno organizzati corsi di assistenza alle persone anziane, ovvero, corsi per "badanti" che riguarderanno diversi aspetti come corso di cucina base italiana con la illustrazione sulla preparazione di sughi, pasta, minestre, cottura di verdure e quant'altro occorra per far comprendere alla straniera le tradizioni e le abitudini di vita degli italiani, favorendone in questo modo un migliore inserimento, sia per loro stessi [loro stessi chi? La straniera femminilesingolare?] che per le famiglie ospitanti [favorendo un inserimento anche per le famiglie ospitanti?], che richiederanno l' assistenza.
Le future badanti potranno seguire un corso d'italiano ed imparare i termini d'uso quotidiano per una migliore e facile comunicazione ed impareranno anche il minimo necessario riguardo l'assistenza sanitaria in particolare sulla degenza degli anziani con specifiche esigenze relative a malattie da decupido, incontinenze ecc.ecc."

Dico sin da ora che il testo come lo leggete è tutto [sic], così come l'ho letto, inclusa la punteggiatura, fuorché le sottolineature e le parentesi quadre che son mie.
L'articolo prosegue parlando delle iniziative ulteriori ("corso di lingua e scuola settimanale per bambini con feste concerti ed escursioni; proiezione [una sola?] di film in lingua originale; abbonamenti a giornali e riviste ucraini inclusa consegna e diffusione [...] feste della domenica e divertimenti [...] negozio prodotti ucraini [...] Festival della cultura Ucraina."). Poi, la chiusura:

Un modo per non abbandonare le proprie tradizioni in un paese straniero tanto diverso, facendosi conoscere ed apprezzare in tutto e per tutto anche dagli stessi Italiani. In bocca al lupo Orizzonti!

Ora, qualche considerazione: innanzitutto mi chiedo se le "malattie da decupido" siano delle patologie legate a innamoramenti senili. Secondariamente, e l'ironia - sia chiaro - persegue, forse gli ucraini li amiamo non così tanto: ai maschi che gli insegnamo? A grattasse la panza? O vogliamo instillare in queste persone, oltre ai nostri valori tipici così preponderandemente veicolati dalla tradizione gastronomica, il rispetto della donna e l'importanza della sua presenza nel mondo lavorativo? Una sorta di quote ([cul]ina)rosa, dove (culina) sta per fornelli e [cul] sta per velocapitedasoliescusateperlacrudezzafinesoloaunartificioretorico, insomma.
Gli vogliamo davvero bene agli ucraini, bravi "ORIZZONTI"!, giusto mi chiedo se anche gli ucraini si vogliono così tanto bene.

Tiè, beccateve Wasted reprise - Life wasted, dal concerto di Portland del 20.VII.2006, giorno del compleanno di Stone Gossard. Testo.

venerdì, 02 febbraio 2007

Bastardi.

In questo post sull'Open Space di multiplayer.it raccontavo una cosa brutta a cui avevo assistito parecchie notti fa. Brutta per me, non di certo per i protagonisti. Non hanno il brutto,o il cattivo, loro, si sa...

Stasera, mentre rientro a casa, vedo in macchina i due cani, il temibile Cane Bianco e il suo sgherro, il Maculato, che da casa mia prendono il ponte in direzione di una zona non proprio idilliaca di queste parti, il Giunchetto,o Gionchetto.
Li seguo, svolto, li supero, faccio inversione dopo aver fatto passare una Tipo bianca, vedo i cani che vengono verso di me, quando all'improvviso, subito dopo il passaggio della Tipo, il Cane Bianco schizza in fuga, prontamente imitato dal Maculato. Forse un paio di decimi di secondo dopo, un piccolo bagliore, un botto. Un rauto, o qualcosa del genere.

Beh, signori della Tipo bianca, giunchettari schifosi bastardi. Io vi odio, o almeno così credo. Io non posso far altro che augurarvi male, un male non cosmico, non una richiesta di condanna all'inferno.Nono, quello non mi compete. Un bel male che vi ripaghi, che vi colga all'improvviso. Come un rauto, per esempio.
Nonvi auguro di restare paralitici, o di morire. No, brutti figli di puttana. Un dolore, anche piccolo, magari non troppo breve. Uno spavento assordante, potenzialmente pericoloso, ma che risulti poi innocuo. Cose così, insomma.

Se vedo o sento di queste cose, penso sempre a Do the evolution. Eccone qui una versione, dal concerto di Bologna. Ed ecco il testo.

E il video.

postato da: Solarithan alle ore 00:45 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, perle
domenica, 21 gennaio 2007

GATTE!

Ecco qui le mie tre bellissimissime micette!

Cleopatra, Lily, Pat.
Mi dispiace solo che non ci possa essere Mya, ma sarà per un'altra vita.

C'è pure una Perla di straforo, va', ma siccome è di straforo il testo ve lo cercate voi...

Buona visione.

postato da: Solarithan alle ore 17:01 | link | commenti (14)
categorie: perle, amori, gatti, video
lunedì, 01 gennaio 2007

Auguri e vaffanc...

Volevo scrivere un post chilometrico, sui botti bellissimi ma sprecosi, e sui cretini. Volevo usare qualche metafora, qualche blahblahblah, ma chissenefrega e amen.
Mai più passaggi in piazza, la notte di Capodanno. È un bordello pieno di deficienti, a cui mando un sentito invito a restituire alla natura ciò che essa ha donato loro.
Soprattutto a quegli stronzi che hanno posato male un fuoco artificiale sull'asfalto, facendo volare missili terra-terra tra le gambe della gente. Mi sono spaventato un sacco, ho sentito lo spostamento caldo dell'aria tra i piedi, dopo una palla verde e luminosa.  E quegli stronzi che l'hanno fatto ridevano a due metri da me, irrorati di birra e ignoranza... Ma andate un po' affanculo, va'. Voi e la mia fobia degli incidenti...
Buon anno a tutti i miei amici e a chi passa di qui.
E un grazie a Sammo, che, ne ero certo, non s'è fatto scappare gli auguri per me.



Prima Perla dell'anno: dal concerto dello scorso 13 novembre alla Rod Laver Arena, Alive. Testo.

NOTA: perla sospesa in attesa che l'host  mi funzioni...^_^''

postato da: Solarithan alle ore 13:48 | link | commenti (2)
categorie: riflessioni, perle