Chi sono

Utente: Solarithan
Nome: R., T., M., A., G., S., L., L.. C.
Chi sono chi? Io non vedo nessuno...

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 18 aprile 2006

De arte Funatia.


Chi è funazza? Anzi, la funazza?

Boh, sinceramente non lo so. So solo che è valdostano, che è un metafisico d'essai, che studia Arte o Cinema o tutt'e due. E che fa dei ritratti meravigliosi.

Ci sono anche altre cose sue che si possono ammirare (qui), ma mi preme parlare soprattutto di quei suoi ritratti. I dipinti mi piacciono, hanno moltissimo di evocativo, ma dopo un po' i colori, i soggetti tendono a darmi delle sensazioni diciamo sgradite. Nulla di artistico da eccepire, però.

Ma i suoi ritratti no; quei disegni così semplici e così complessi mi hanno colpito in maniera profonda. Lui li definisce così: “sono solo dei disegni a biro”. Io dico “ok, ma anche no”. Biro o non biro, me ne fotto: sono piccoli universi finiti in miniatura. Finiti, sì, ma che non limitano il loro spazio ai margini del foglio.

Di funazza amo la capacità di realismo nel suo rendere in maniera estremamente fantasiosa i volti. È metafisico, dicevo: non solo tira fuori dei volti praticamente identici nella fisicità, ma li arricchisce, in un corpus unico, dei dettagli dell'animo, della metafisicità dei soggetti. Sono piccole opere complete, ci puoi trovare tutto dentro: lineamenti, spirito e fantasia, il tocco dell'artista, la personalizzazione interpretata dei soggetti. Funazza osserva, digerisce e restituisce le figure identiche e ri-create allo stesso tempo.

Ma andiamo sullo specifico, please. Premettendo che questi portrait sono raffigurazioni di membri del forum di multiplayer.it, e che potete trovare loro, le immagini e la relativa discussione all'indirizzo http://forums.multiplayer.it/showthread.php?t=268320, passo a dissertare su alcune di queste creazioni.


Bill con le droghe in testa


Non so se è la mia preferita o una delle mie preferite. È la prima a esser venuta fuori, credo. Mi ricordo che mi fece morire dal ridere, per via del contesto che la generò. Mi piace il suo essere una variante dell'immagine di uno scrigno aperto. Bill ha la testa aperta, vi spuntano animaletti e flora varia. Bill ride, è sereno, ha totale fiducia nella capacità delle sue droghe in testa di appagarlo. E qui l'estesa finitudine non interessa l'aldilà del foglio, ma l'aldidentro del cranio. Il mondo immenso sta lì, e la giungla visibile è solo una casuale visione di tutto l'ecosistema che si cela lì dentro. Chiudi, riapri ed ecco che altre creaturine si mostreranno. Un po' come la Zed di dylandoghiana memoria.


Portrait de Funker


Funker sta lì. Ti guarda e sembra dirti “cazzo guardi?”, bello tranquillo e uno zinzino sornione. Quasi ti irrita, con quegli occhi aperti a metà, sguardo dall'alto verso il basso senza sicumera, però; perfino il suo amichetto la pensa così, è stanco di questo modo di fare. Ma il suo amichetto gli è tanto amico, fuma con lui, deve esserlo per forza. Ma dentro Funker la vita pulsa, proprio gli occhi lo dicono. E la sigaretta è protesi e sfogo e corsia preferenziale di questa vitalità. È conduttura, contenitore di passaggio. È coprotagonista. Che altro ci sarà dietro le spalle di Funker..?


Portrait de Martox


Martox-creatore di mondi. Lo sguardo intenso, determinato. Il cranio con due porte, l'interno geologicamente stratificato come un pianeta, centro mobile (preferibilemente in direzione sghemba) di un universo figlio. “Le vedi quelle palle dietro di me? E quella che si muove da dentro di me? Beh, le ho fatte io!” mi dice Martox. E le palle si muovono, vanno dentro e fuori, intorno, dietro, davanti, su e giù. Oltre il foglio, vive l'universo-Martox.


Portrait de Brian O Blivion


Disegno scultura, questo ritratto. Brian O Blivion reso con un non finito metascultoreo, metà blocco di marmo e metà fluidità corporea. Vogliamo continuare con i meta-? Metarappresentazione dell'arte, quell'Arte tanto amata dal soggetto da essere fieramente portata a mo' di vessillo. Note e psichedelia, esperienza e storia dalla barba e dagli occhi. In questo caso l'estesa finitudine si dipana delicatamente in raggi luminosi e le note vi svolazzano leggiadre e morbide in mezzo. E Brian ti guarda, fiero nell'orgoglio di essere nero e bianco allo stesso tempo, di assorbire e riflettere.


Portrait di Alcoolwarriors


Nostalgia e crinature di soffuso dolore vengono fuori in maniera discretissima e piena di dignità. Commovente.


Portrait de Headshot


Altro bellissimo ritratto. Mi piace leggerlo così: in realtà non è il mostriciattolo a portare Headshot, ma è Headshot stesso a trasportarsi per mezzo delle sue sensazioni e passioni personificate in quell'houmunculus dalla livrea a motivi concentrici. L'escursionismo, il raccogliere uno stelo d'erba e succhiarlo, la fatica stessa sono fonte di gioia per Headshot e lui si lascia vivere da loro.


Portrait de Supergrem


Ecco, questo è il più estendibile universo funazzesco. Grem nuota nel mare, poliposo e medusoso, un mare di concordia e serinità. Ride delicatamente, ma traspare tutta la felicità soddisfatta di trovarsi lì. Le due figurine medusose chi sono? Suoi figli? Creature di cui lui è divinità? Sinceramente non lo so, ma la sensazione di relax placido e appagante che questo disegno mi trasmette è tanta. Mi crea il sorriso.


Portrait de Hob Gadling


Ecco, questo è un altro che mi ha colpito fin da subito. Non mi spiego bene il perché, però. Mi piace l'idea che mi dà il dentifricio-Hob. Non è venuto fuori così dal tubetto. Si è riplasmato. E ride, della serie “Ah ah! Eccomi qui! Son Hob, mi occuperò dei vostri denti, perché sono il migliore a poterlo fare!” Come non dargli fiducia?



In conclusione: queste sono, ovviamente, mie interpretazioni e letture di questi ritratti. Sicuramente gli intenti di funazza erano opposti, ma a me son risultati così. Ho voluto solo condividerli, far sapere quanto mi fossero piaciuti.

No, funa', non sono solo disegni a biro...


postato da: Solarithan alle ore 17:32 | link | commenti (13)
categorie: poesia, arti visive, , pittura e disegno
giovedì, 30 marzo 2006

Iersera sono andato a vedere V for Vendetta. Senza starmi a dilungare troppo su un'esegesi (che tra l'altro ancora non posso fare, almeno non prima di averlo rivisto e di aver fatto affiorare le sensazioni che mi ha lasciato perlopiù sottopelle), dico che mi è piaciuto tantissimo.
Pensandoci su, penso che la Perla di oggi sia molto accostabile a questo film. Si chiama Grievance, fa parte dell'album Binaural, uscito nel maggio del 2000. Ho ricordi piuttosto particolari legati a questo disco, difficilissimi da scalzare: ho aspettato parecchio prima di ascoltarlo, perché me lo sono fatto regalare per il mio diciottesimo compleanno. Mentre lo ascoltavo per la prima volta, e in particolare questa canzone, le Torri gemelle stavano cadendo giù...
La Grievance che vi propongo è tratta dal concerto del 25 agosto 2000 a Jones Beach, New York. Ed ecco il testo.
Buon ascolto, e saluti!

postato da: Solarithan alle ore 13:17 | link | commenti
categorie: musica, cinema, perle,