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domenica, 25 febbraio 2007

Noi siamo troppo avanti.



Può capitare che si pensi che Latina sia una città fascistoide, un tantino ignorantella sotto un'apparenza di fighettaggine sparsa qui e lì, oppure che la gente preferisca apparire più di quello che possa permettersi. Chessò, una bella macchinetta e niente in tasca. Si diceva pure che questa fosse (non  so se lo sia ancora) la città più protestata d'Italia, bancariamente  parlando.
Però c'è sicuramente un settore  in cui  mi sembra che eccelliamo: sto parlando dell'accoglienza e delle dinamiche d'integrazione degli immigrati. Ce n'è di tutti i tipi, polacchi, rumeni, ucraini, marocchini, immigrati, insomma. E vogliamo loro tanto bene.
L'ho capito sfogliando un giornale locale a distribuzione gratuita, il Latinaflash - Periodico di Latina e borghi.
L'articolo, che, devo dire, si distingue per spessore grammaticale-sintattico, si intitola

NASCE ORIZZONTI:UN PONTE
TRA ITALIA E UCRAINA

Il 10 dicembre scorso si è svolta alla presenza del Sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo, la cerimonia d'inaugurazione dell'associazione culturale Italio-Ucraina, "ORIZZONTI".

"Wow!", penso, e vado avanti. Dopo i dettagli della serata, trascorsa, tra le altre cose, tra "balli e musiche folkloristiche ucraine, e dolci tipici realizzati dalle signore dell'associazione", si legge

L'Associazione "ORIZZONTI" nasce nel marzo 2006 [...] persegue lo scopo di mantenere un legame ed una tradizione tra gli immigrati ucraini e la loro terra d'origine."

Gran bella cosa questa, soprattutto se si tiene conto della condizione sociale ambigua in cui si trovano le persone emigrate: non più membri del loro paese, non ancora (e forse mai) parte effettiva del paese d'accoglienza (concetto molto ben espresso da Abdelmalek Sayad ne La doppia assenza, Raffaello Cortina Editore). In che modo, quindi, l'associazione "ORIZZONTI" può far da ponte tra 'sti due paesi? Leggiamo ancora.

L'Associazione si propone di realizzare diverse iniziative [...] tra cui un servizio di informazione e orientamento per i cittadini stranieri che fornirà informazioni sui temi normativi, sui diritti, sui servizi del Comune e sull'inserimento lavorativo [... e per i datori di lavoro informazioni su] flussi migratori e aggiornamenti sulle nuove procedure di assunzioni di stranieri".

Interessante. Utile. Si va avanti parlando di consulenze su materie legali e burocratiche e poi, e poi ciò che mi fa dire che gli vogliamo proprio bene a 'sti ucraini, anzi ucraine. Ecco quello che ho letto.

Saranno organizzati corsi di assistenza alle persone anziane, ovvero, corsi per "badanti" che riguarderanno diversi aspetti come corso di cucina base italiana con la illustrazione sulla preparazione di sughi, pasta, minestre, cottura di verdure e quant'altro occorra per far comprendere alla straniera le tradizioni e le abitudini di vita degli italiani, favorendone in questo modo un migliore inserimento, sia per loro stessi [loro stessi chi? La straniera femminilesingolare?] che per le famiglie ospitanti [favorendo un inserimento anche per le famiglie ospitanti?], che richiederanno l' assistenza.
Le future badanti potranno seguire un corso d'italiano ed imparare i termini d'uso quotidiano per una migliore e facile comunicazione ed impareranno anche il minimo necessario riguardo l'assistenza sanitaria in particolare sulla degenza degli anziani con specifiche esigenze relative a malattie da decupido, incontinenze ecc.ecc."

Dico sin da ora che il testo come lo leggete è tutto [sic], così come l'ho letto, inclusa la punteggiatura, fuorché le sottolineature e le parentesi quadre che son mie.
L'articolo prosegue parlando delle iniziative ulteriori ("corso di lingua e scuola settimanale per bambini con feste concerti ed escursioni; proiezione [una sola?] di film in lingua originale; abbonamenti a giornali e riviste ucraini inclusa consegna e diffusione [...] feste della domenica e divertimenti [...] negozio prodotti ucraini [...] Festival della cultura Ucraina."). Poi, la chiusura:

Un modo per non abbandonare le proprie tradizioni in un paese straniero tanto diverso, facendosi conoscere ed apprezzare in tutto e per tutto anche dagli stessi Italiani. In bocca al lupo Orizzonti!

Ora, qualche considerazione: innanzitutto mi chiedo se le "malattie da decupido" siano delle patologie legate a innamoramenti senili. Secondariamente, e l'ironia - sia chiaro - persegue, forse gli ucraini li amiamo non così tanto: ai maschi che gli insegnamo? A grattasse la panza? O vogliamo instillare in queste persone, oltre ai nostri valori tipici così preponderandemente veicolati dalla tradizione gastronomica, il rispetto della donna e l'importanza della sua presenza nel mondo lavorativo? Una sorta di quote ([cul]ina)rosa, dove (culina) sta per fornelli e [cul] sta per velocapitedasoliescusateperlacrudezzafinesoloaunartificioretorico, insomma.
Gli vogliamo davvero bene agli ucraini, bravi "ORIZZONTI"!, giusto mi chiedo se anche gli ucraini si vogliono così tanto bene.

Tiè, beccateve Wasted reprise - Life wasted, dal concerto di Portland del 20.VII.2006, giorno del compleanno di Stone Gossard. Testo.

mercoledì, 14 febbraio 2007

Cacchio, mancano solo tre giorni...



...e, se non sono male informato, arriverà la luna nuova. Il 17 febbraio.
Tre giorni, e mio nonno non si azzarderebbe più. Non potrebbe infrangere la tradizione secolare, forse millenaria, della semina legata alle fasi lunari. Non uscirebbe bene. Sarebbe uno spreco di risorse adesso e in futuro.
Con la Luna di Febbraio, come dice lui, si prepara il semenzaio di peperoncino. Io l'ho fatto, una settimanella fa. Ho aspettato il tempo propizio dalla scorsa estate, da quando ho deciso di tenere da parte due esemplari del mio personalissimo raccolto da davanzale. Quattro piante di quella varietà lì nella foto, hanno fruttato bene, tanto che ancora dispongo di una discreta quantità di Capsicum, io che ne consumo a vagonate.
Ho scelto due esemplari, dicevo, uno bello, da standard, e uno uscito non so come arricciato, con una nervatura legnosetta che lo rendeva simile a una babbuccia cucita male. L'ho tenuto per vedere se avrebbe figliato come lui - cosa peraltro improbabile, se non impossibile, ma mi divertiva l'idea di giocare al piccolo Mendel. E così ho, finalmente, raccolto i semi pronti, ho preparato le vaschettine per il semenzaio, ho interrato i semi del peperoncino deforme, e alcuni di un vecchio frutto della varietà a ciliegia risalente a due anni fa, credo. Non so se germinerà, ma volevo onorare la sua microstoria. Che ora, che ve lo dico a fare? riporto qui.
Mio nonno stava per lasciare la sua casa qui a Latina, per tornarsene a Roccagorga. Sul suo balcone restava qualche rimasuglio di basilico, di piante ormai dimenticate, e una piantina di peperoncino rinsecchita, con una sola, piccina pallina rossa. La raccolgo, e chiedo a nonno se avrei potuto usarla per mangiare. Lui mi fa no, che poi gliela devo dare per farci il seme (come se non ne avesse già a tonnellate - è di famiglia 'sta mania...). Io me la tengo; lui, che ve lo dico a fare? figuriamoci se si ricorda. Ed è rimasta a decorare una mia mensola fino a qualche giorno fa.
Adesso la terra ne abbraccia i semi, i suoi e della babbuccia uscita male.
E io aspetto. Pregusto il caldo, le foglie, i frutti verdi sminuzzati sui pomodori insieme col mio basilico, sempre ancora da arrivare, la cenere di sigaretta raccolta e versata sul terreno, per lasciare che il potassio arricchisca la capsicina, la potenzi, per darmi calore anche d'inverno.

Non lasciatevi sfuggire quest'occasione. La luna sarà propizia ancora per poco. Non sfidate la Luna di Febbraio. Va avanti da tempo immemorabile, e non provate a smontare questa teoria. Voi potreste obiettare che non c'entra niente la luna con le piante. E forse è vero.

Ma la Luna non lo sa...

venerdì, 02 febbraio 2007

Bastardi.

In questo post sull'Open Space di multiplayer.it raccontavo una cosa brutta a cui avevo assistito parecchie notti fa. Brutta per me, non di certo per i protagonisti. Non hanno il brutto,o il cattivo, loro, si sa...

Stasera, mentre rientro a casa, vedo in macchina i due cani, il temibile Cane Bianco e il suo sgherro, il Maculato, che da casa mia prendono il ponte in direzione di una zona non proprio idilliaca di queste parti, il Giunchetto,o Gionchetto.
Li seguo, svolto, li supero, faccio inversione dopo aver fatto passare una Tipo bianca, vedo i cani che vengono verso di me, quando all'improvviso, subito dopo il passaggio della Tipo, il Cane Bianco schizza in fuga, prontamente imitato dal Maculato. Forse un paio di decimi di secondo dopo, un piccolo bagliore, un botto. Un rauto, o qualcosa del genere.

Beh, signori della Tipo bianca, giunchettari schifosi bastardi. Io vi odio, o almeno così credo. Io non posso far altro che augurarvi male, un male non cosmico, non una richiesta di condanna all'inferno.Nono, quello non mi compete. Un bel male che vi ripaghi, che vi colga all'improvviso. Come un rauto, per esempio.
Nonvi auguro di restare paralitici, o di morire. No, brutti figli di puttana. Un dolore, anche piccolo, magari non troppo breve. Uno spavento assordante, potenzialmente pericoloso, ma che risulti poi innocuo. Cose così, insomma.

Se vedo o sento di queste cose, penso sempre a Do the evolution. Eccone qui una versione, dal concerto di Bologna. Ed ecco il testo.

E il video.

postato da: Solarithan alle ore 00:45 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, perle