Visto stasera in DVD. Thriller medievale, tratto da "Lo spettacolo della vita" di Barry Unsworth, molto, molto bello, sotto vari punti di vista. Originale e ben architettata la storia (a tratti prevedibile, ma senza che questo scalfisca la fruibilità del film), bravi gli interpreti, efficaci regia e montaggio.
La trama, in pillole:
Inghilterra, 1380.
Il giovane sacerdote Nicholas (Paul Bettany) è uccel di bosco per aver compiuto un fattaccio analogo, un peccato, appunto, d'uccello con la moglie di un parrocchiano.
Si imbatte in una compagnia di attori girovaghi, con Martin (Willem Dafoe; notevolissime sono le sue performance yoga-style pre-esibizione, per questo vedere più sotto) come capocomico. Questi lo raccattano, ed arrivano in un villaggio, su cui regna il signorotto Lord De Guise (Vincent Cassel). Si trovano nel bel mezzo del processo a una giovane sordomuta, accusata dell'omicidio di un ragazzo a scopo di rapina e condannata a morte.
Ma qualcosa non quadra, e, tra un'indecisione e l'altra, un'esibizione e l'altra, un personaggio scassascatole e l'altro, una rappresentazione teatrale rivoluzionaria e l'altra, il gruppo di attori girovaghi si ritroverà ben invischiato in questa storia, decidendo di usare la loro arte per contribuire alla ricerca della verità.
Plot a parte, mi ha colpito la presenza della Storia nella storia: niente di sfarzoso, molta quotidianità; la Storia trapela a tratti, nell'accenno a re Riccardo e alle sue battaglie in Francia, nella declinante presenza del monachesimo benedettino rappresentata da un unico monaco (piuttosto sfigato, direi), nella concezione ancora sacrale del teatro, specchio di verità in quanto rappresenta solo le
autentiche storie della Bibbia, solo le verità divine inoppugnabili (ma fino a che punto, solo questo..?).
Il resto, dicevo, è quotidiano: il villaggio che rimanda più a un presepe che alle atmosfere, chessò, de Il nome della rosa; i maiali e le pecore macellate; la celebrazione della festa di San Lazzaro; l'umile cimitero con le croci fatte di rami; il carro dei teatranti mezzo sfasciato e da riparare, e così via...
Un film che offre molti spunti, e che sa farsi seguire anche da chi i thriller se li è visti un po' tutti, moderni o antichi, perché non si limita al solo intreccio (peraltro piacevole in sé).
Edit postumo: per completezza,
ecco il thread padre di questo post, sul CinemaCinema di multiplayer.it.